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Quei teatri dimenticati

L'associazione TeatriAperti è nata nel 2002 con l'obiettivo di portare avanti una grande battaglia di civiltà finalizzata a restituire alla fruizione una rete straordinaria di luoghi di teatro che rappresentava (e potrebbe rappresentare ancora) uno dei collanti capaci di tenere insieme il nostro Paese. Siamo consapevoli della complessità del tema proposto, del fatto che servirebbe un ingente investimento di risorse pubbliche, e della necessità di aprire una riflessione approfondita sui modelli di gestione finalizzata alla sostenibilità dei progetti di riapertura. Ma siamo anche profondamente d'accordo con quanto diceva Claudio Abbado nel 2002, in occasione della presentazione del primo, parziale, censimento: “un teatro rappresenta un grande patrimonio per la sua città e una ricchezza per i suoi cittadini”. È per questo che non è più possibile accettare che una così importante parte del patrimonio del nostro Paese sia negata ai cittadini. È per questo che intendiamo partire da qui affinché nelle politiche culturali per il Paese trovi spazio anche questo tema, finora, incredibilmente, del tutto trascurato.

L'associazione TeatriAperti vuole essere punto di riferimento per l'aggiornamento e il monitoraggio della situazione e stimolo continuo a proseguire nell'attività di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e degli amministratori ai vari livelli, attraverso questo sito che sarà lo strumento, costantemente aggiornato, di approfondimento e dibattito.

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Il progetto

Alla base del nostro progetto c'era l'esigenza di ricostruire una mappa della diffusione culturale italiana rintracciando e raccontando tutti i teatri chiusi e inagibili presenti sul territorio italiano. Ma il progetto ambisce a dare anche un contributo in termini di sviluppo economico: è infatti oggi acclarato che la cultura è un grandissimo propulsore dell'economia turistica, muove grandi flussi di turisti e contribuisce in modo determinante ai bilanci finanziari di quelle città che, come le grandi capitali europee e americane, ne fanno una risorsa attiva. Uno studio condotto nel 2001 dall'ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo) mise in evidenza che il turismo di fascia medio-alta - quello che sostanzialmente spende meglio e di più, antitetico al "mordi e fuggi" tipico di gran parte delle località italiane - si muove secondo tre macro-categorie d'interesse:

• sport e natura

• cibo e vini

• cultura e spettacolo.

Sulla necessità di incentivare lo sviluppo di quest'ultima voce d'interesse esiste unanime consenso e le Amministrazioni Regionali stanno già agendo in favore di tale sviluppo. In quest'ottica siamo certi che possa fare da stimolo alle amministrazioni locali uno strumento di lavoro come il censimento che abbiamo realizzato, e pertanto ci siamo posti il problema della sua fruibilità fin dall'inizio.

Il progetto è stato articolato nelle seguenti azioni:

Il censimento dei teatri: è stato completato il censimento degli spazi teatrali attualmente chiusi, rilevando dati relativi alle loro condizioni di degrado, elementi relativi alla loro storia, immagini fotografiche attuali ed immagini d'archivio, realizzando così delle schede che consentono una visione generale del settore.

La creazione di un database: tutti i materiali e le notizie storiche ed economiche relative ai teatri sono stati riorganizzati in un database che diverrà un importante strumento di lavoro e di studio, soprattutto per la pianificazione degl'interventi e delle attività, oltre che per la promozione.

La pubblicazione di un libro: in collaborazione con la Franco Angeli è stato realizzato un libro che contiene non solo i risultati del censimento ma anche i contributi di artisti, scrittori e sovrintendenti. Sono inoltre inserite alcune case history che danno un quadro eterogeneo delle cause di chiusura dei teatri. La pubblicazione include il dvd del documentario "Diario dei teatri dimenticati" che ha visto la partecipazione, come protagonista, di Marco Baliani.

La creazione di un portale web teatriaperti.it: il database e le attività correlate sono state messe a disposizione in un apposito portale web, fin dall'inizio pensato per future implementazioni e per un'azione di promozione e pubblicizzazione delle attività a sostegno della riapertura di questi siti. Nelle nostre intenzioni il portale web dovrà aiutare la ricerca di fondi e l'utilizzo razionale delle risorse.

La creazione di un osservatorio sui modelli di gestione: il progetto avrà un suo seguito ideale nella istituzione di un comitato scientifico che valuti e proponga uno o più modelli di gestione che consentano ai teatri minori di autogestire le proprie risorse economiche e divenire strumento di sviluppo economico per il territorio circostante.

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